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martedì 20 settembre 2011

Anche il Novara è troppo forte per questa Inter ridicola

E' passato poco più di un anno da quando l'Inter saliva sul tetto d'Europa battendo a Madrid il Bayern e riconquistando dopo quasi quarant'anni il titolo di Campione continentale. Certo da quel momento sono successe tante cose nella società nerazzurra: quattro allenatori (da Mourinho a Gasperini, passando per Benitez e Leonardo), via alcuni pezzi pregiati (Balotelli ed E'too) senza sostituzioni adeguate, il fisiologico logorio di una squadra vecchia e stanca, ma la caduta verticale della squadra di Moratti in questo inizio di stagione risulta francamente incomprensibile.
Il Novara è apparsa una squadra modesta, una onesta provinciale senza giocatori di spicco che ha praticato il gioco tipico delle squadre del proprio rango: corsa, difesa bloccata e attenta e ripartenze in contropiede. E che pure è riuscito a fare tre gol all'Inter e a rendersi pericolosa in altre occasioni.
Dall'altra parte un'Inter incapace di organizzare gioco e di tenere palla, dove vengono sbagliati i passaggi più facili, che colleziona quattro gialli (Obi, Pazzini, Lucio e Chivu) ed un rosso (Ranocchia, punito per un fallo da rigore - discutibile - su Morimoto) e soprattutto che non riesce quasi mai ad arrivare al tiro e ad inpensierire la difesa e il portiere del Novara.
Cosa pensare dopo questo ennesimo flop (il più grave fino ad ora) della squadra di Gasperini? Giocatori (che pure continuano a vestire numerosi le maglie delle rispettive nazionali) diventati brocchi tutti d'un colpo? Mercato fallimentare di Moratti e Branca? Scelte tecniche errate dell'allenatore (nella disposizione in campo e nelle formazioni schierate)? Sta di fatto che quando una squadra si riduce a tentare di fare gioco e andare in gol pretendendo che Zarate (incomprensibile sostituto di Sneijder) o peggio ancora Nakamoto superino tre o quattro avversari e vadano da soli in porta è buio pesto. Pur tenendo conto di tutti i limiti di questa Inter attuale, l'unica spiegazione plausibile è che i giocatori non seguono Gasperini e hanno deciso di farlo cacciare (e se questo è vero significa che l'ex allenatore del Genoa non ha saputo svolgere l'incarico a cui era stato chiamato). 
Prima che sia troppo tardi e che vengano compromesse le speranze in Campionato e di qualificazione alla fase successiva della Champions che Moratti sostituisca Gasperini. Delio Rossi o una coppia Beppe Baresi - Figo (per carità non il bollito Ranieri!) sapranno fare sicuramente di meglio. Errare è umano, perseverare diabolico ...

venerdì 16 settembre 2011

L'Italia di Champions: mamma li turchi!

Meglio, molto meglio del previsto l'Italia di Champions.
Il Milan soffre, subisce il gioco del Barcellona (che mantiene come d'abitudine il controllo del pallone, spesso però in modo sterile, per gran parte della partita), pareggia con un po' di fortuna nei tempi supplementari con un gol di testa di Thiago Silva su cross da calcio d'angolo ma dimostra, contro la squadra più forte del mondo, una solidità difensiva invidiabile e forse inattesa. In molti si aspettavano una goleada della squadra di Messi ed invece il Milan ha dimostrato di avere la caratura per saper resistere e di avere al suo arco, pur assenti Robinho e soprattutto naturalmente Ibrahimovic, le frecce (Pato ma anche Cassano) per colpire l'avversario e andare in gol.
Ottima prova del Napoli dell'ottimo Mazzarri, che anche Fabrizio Bocca di Repubblica considera il miglior tecnico italiano. Contro i miliardari del Manchester City di Roberto Mancini la squadra partenopea ha dato prova di essere una squadra vera ricca di personalità e carattere ed ha sfiorato una clamorosa vittoria in trasferta.
Le note dolenti vengono dall'Inter, sconfitta in casa da una squadra turca dal nome impronunciabile: il Trabzonspor. Onestamente non si tratta di qualcosa di imprevedibile. Che l'Inter fosse in crisi lo si era visto nella finale di Supercoppa italiana a Pechino e soprattutto a Palermo nella prima giornata (giocata) del Campionato. Dopo cinque anni ininterrotti di successi, la squadra è invecchiata, è indebolita (avendo perso via via, senza sostituirli adeguatamente, alcuni protagonisti fondamentali delle cavalcate di quel ciclo: Vieira, Ibrahimovic, E'too, Balotelli) e non ha più, visto che le avversarie si sono tutte rafforzate, quella indiscussa superiorità che aveva nel calcio italiano del dopo moggiopoli.