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lunedì 9 luglio 2012

Le feste sguaiate di Mario Balotelli

Che ci volete fare, lui è fatto così. Mario Balotelli non sembra proprio capace di impiegare l'enorme fortuna che gli è caduta addosso - milioni e milioni di euro per tirare quattro calci ad un pallone - in modi diversi da quelli di godersi macchine di lusso, ragazze più o meno facili, partecipare a festini kitsch e smadrappati. E c'è poi la preoccupazione del presunto figlio atteso da Raffaella Fico (incidente o inganno con il quale la famosa showgirl potrà garantirsi, grazie agli alimenti dovuti al pargoletto, almeno vent'anni di serena e agiata esistenza). Ma noi a questo ragazzo, eroe degli ultimi Europei, vogliamo veramente bene, dietro le smargiassate in campo e fuori si intravede il dolore di un animo ferito. Speriamo solo che non si perda per strada, che non disperda - sul piano calcistico e nella vita - la fortuna e il talento che Dio e Madre Natura gli hanno regalato.


Da Dagospia

DAGOREPORT

BALOTELLI FESTA A SAINT TROPEZ 


martedì 6 settembre 2011

L'Italia conquista gli europei del 2012 in Polonia ed Ucraina


Giampaolo Pazzini da Repubblica.it

L'Italia di Prandelli fa il proprio dovere, sconfigge a Firenze la Slovenia con un gol di Pazzini all'85' e si assicura la matematica certezza di poter disputare la fase finale degli Europei a giugno 2012 in Polonia ed Ucraina.
Non ha stelle di prima grandezza questa squadra. In un ideale top 11 europeo potrebbero far parte, se nelle migliori condizioni, Buffon, De Rossi, forse Chiellini. Ci sono poi tanti buoni e affidabili giocatori: come Pirlo, Montolivo, Motta, Giuseppe Rossi. Ranocchia è un'incognita: può diventare un grande oppure impantanarsi in una carriera da giocatore di medio livello.
Quelli che ora possono farle fare il salto di qualità sono due riserve o seconde scelte nei propri club: Cassano, con le sue magie, e Balotelli, con la sua potenza atletica ed il suo sfacciato coraggio. Ecco proprio Balotelli, lo si è visto anche nel breve spezzone di partita in cui è stato impegnato, avrebbe tutto per diventare un grandissimo: il fisico, il tiro, il dribbling, la corsa. Basterebbe che si decidesse a mettere a frutto i talenti di cui l'ha dotato il buon Dio, di convincersi che la fortuna (di soldi e di popolarità) che gli è piovuta addosso con il calcio non va utilizzata solo per frequentare veline ed acquistare auto di lusso ma va coltivata giorno per giorno da vero professionista (come uno Xavier Zanetti o un Rino Gattuso) per non disperderla e regarlare un po' di sorrisi a sportivi e tifosi. 
Ma personalmente secondo me bisogna nutrire un moderato ottimismo. Per la capacità di Prandelli di motivare la squadra e di farsi seguire dai suoi ragazzi, per la sua attitudine a scegliere il meglio, senza condizionamenti e conflitti di interessi, di ciò che offre il calcio italiano. E perché l'Italia, quando le partite contano davvero, raramente delude. Appuntamento al mese di giugno del prossimo anno.